L’artista nasce da un’esigenza interiore — una spinta silenziosa ma insistente che non trova pace, finché non trova forma. Dentro di lui vive qualcosa che ha bisogno di essere detto, e solo lui può dirlo nel modo in cui lo dice.
ARS Iblea — gruppo di artisti nato nel 2023 nell’area iblea della Sicilia — ha fondato la propria missione collettiva su questo principio. L’obiettivo è trasmettere «Pulchritudo» (bellezza materiale e morale), rappresentare pensieri per raggiungere la conoscenza e rivelare sé stessi. Radicate nel territorio di Ragusa — tra altipiani calcarei, canyon profondi e un barocco che sfida la gravità — le opere respirano millenni di stratificazioni culturali e portano al mondo una bellezza autentica, sobria, profondamente iblea.
La Voce è il Cammino

Trovare la propria voce artistica non significa padroneggiare le tecniche più avanzate: significa imparare a fidarsi di ciò che si vede, di ciò che si sente, di ciò che si è. Giovanni Lissandrello, pittore di spicco della scena siciliana contemporanea e figura guida di ARS Iblea, ha costruito questo rapporto di fiducia nel corso di una vita intera.
Ho incominciato a dipingere a 8 anni, quando, affascinato dai colori mescolati da mio fratello imbianchino, ne rubai un po’ e li provai come primo esperimento su un muro. Fu la scoperta di un mondo nuovo, un rapporto con il colore che è stata la mia continua ricerca e ha dato senso alla mia vita.
— Giovanni Lissandrello
In quel gesto infantile c’era già tutto. Autodidatta, non una scuola, non un diploma, ma una scoperta — personale, improvvisa, irripetibile. La voce dell’artista nasce sempre così.
L’Emozione come Linguaggio

Agostino Viviani, nato a Ibla, pittore autodidatta dal linguaggio sospeso tra figurativo e astratto, concepisce la pittura come un atto di traduzione: portare all’esterno ciò che di solito resta invisibile dentro di noi.
La mia pittura nasce dal desiderio di dare forma alle emozioni interiori e trasformarle in immagini che possono dialogare con lo spettatore. Colore, luce e materia diventano strumenti per rivelare ciò che spesso resta invisibile, aprendo varchi di immaginazione e riflessione.
— Agostino Viviani
Usare l’arte come linguaggio dell’invisibile — far parlare ciò che le parole non riescono a dire — è forse la cifra più autentica di un artista che ha trovato la propria voce.
La Libertà come Condizione

Emanuele Bellio, pittore ragusano, ha frequentato i corsi di pittura della Promotrice delle Arti, sotto la guida dei Maestri Angelo Campo, Giovanni Di Vita, Salvatore Ferma. Dopo una lunga pausa forzata, ha ripreso con rinnovata intensità.
La pittura non mi dà da vivere. Per fortuna. Così posso essere libero dalla committenza. Dipingere è il mio modo di rappresentare il pensiero, la sensibilità in forma diversa dalla parola. Il mio fine è indurre il lettore a fermarsi, a riflettere, a elevare il pensiero mediante la composizione, i colori, il soggetto dell’opera, a cogliere il ‘bello’ che cerco di realizzare.
— Emanuele Bellio
Ha una visione nitida di cosa significhi fare arte senza compromessi. Per lui, la libertà dalla committenza non è una limitazione economica, è un presupposto fondamentale. Arte come resistenza all’impulsivo, al frenetico, all’effimero. La propria voce artistica è anche una posizione etica.
Il Paesaggio Come Viaggio Interiore

Giuseppe Fratantonio, architetto e pittore nato a Modica, fonde il territorio ibleo con il paesaggio dell’anima. I suoi luoghi non sono mai semplici vedute: sono «pensieri di vita» caricati di luce sospesa e di memoria collettiva.
I miei paesaggi sono territori della riflessione, l’attenzione è indirizzata a interpretare e a riflettere sull’universo che c’è dentro ciascuno di noi e non soltanto su quello osservabile. Queste immagini si nutrono di una luce diffusa che sospende gli oggetti, oltre il tempo. Sono mappe emotive, danze di colori e vibrazioni.
— Giuseppe Fratantonio
Il paesaggio esteriore e quello interiore non sono separati: Fratantonio porta nel mondo una geografia dell’anima che appartiene a tutti.
La Scintilla e lo Sguardo

Rita Albergamo, pittrice e artista su seta, osserva il mondo con attenzione innamorata — la luce siciliana, i fiori, i volti dei bambini. Tutto può diventare soggetto, se incontrato con lo sguardo giusto.
C’è sempre una scintilla che deve scoccare perché io possa scegliere un soggetto per la mia pittura. Osservo il mondo che mi circonda come se fossi perennemente alla ricerca di qualcosa di imperdibile da catturare e imprimere su una tela.
— Rita Albergamo
La scintilla di cui parla Rita è quel momento in cui il mondo smette di essere sfondo e diventa presenza. Trovare la propria voce significa anche educare lo sguardo a coglierla ogni volta.
Il Gesto e la Traccia

Giovanni Bellio usa la spatola come strumento di indagine emotiva. I suoi ritratti cercano la condizione interiore del soggetto, non la sua somiglianza. È un gesto istintivo che si fa riflessione, una necessità nata con la maturità.
La pittura è per me un gesto istintivo e naturale, una forma di comunicazione, un ponte tra il mio io e l’esterno. Essa è una necessità nata, soprattutto, con la maturità di chi coglie sempre più il valore del tempo e la voglia di lasciare una traccia di sé.
— Giovanni Bellio
Lasciare una traccia di sé: forse è questa la definizione più onesta dell’arte. Un segno autentico che dice: sono stato qui, ho visto, ho sentito, ho amato.
L’Arte Come Secondo Linguaggio

Jed Smith, artista americano che ha lasciato una lunga carriera nella pubblicità per trasferirsi definitivamente in Italia. Usa pittura e fotografia per indagare la vita quotidiana con uno sguardo rinnovato. La sua arte ha il dono di restituire freschezza a ciò che la familiarità ha reso invisibile — di farci tornare a vedere, con meraviglia ritrovata, la bellezza a cui ci siamo abituati.
Mi sento fortunato di poter parlare attraverso l’arte. È come se mia madre, artista e mentore, mi avesse insegnato un altro linguaggio, più profondo e ricco. L’arte è ovunque, se solo avessimo gli occhi per cogliere il profumo della vita quotidiana.
— Jed Smith
La Materia Come Racconto

Silvana Maltese, scultrice ceramista, lavora nella sua casa di campagna a Scicli con creta, ossidi, smalti e oro zecchino. Le sue figure femminili stilizzate, sospese tra fiaba e realtà, sono dialoghi aperti tra chi crea e chi guarda.
La terra plasmata dalle mani si trasforma, il racconto diventa ponte che unisce la fantasia alla realtà. Concepisco l’opera d’arte come un dialogo tra l’artista e colui che la guarda: riempire lo spazio dell’anima, comunicare emozioni e, perché no, parlare e scoprire insieme altri punti di vista.
— Silvana Maltese
La voce dell’artista non parla nel vuoto: parla a qualcuno e si completa solo nell’ascolto dell’altro.
La Memoria del Legno

Giovanni Giliberto è intarsiatore e pittore, custode della tarsia lignea nel cuore barocco di Ragusa Ibla. La sua voce artistica è nata da un incontro: aveva quindici anni e un vecchio noce era caduto.
Avevo quindici anni, la vista di un vecchio e maestoso noce caduto, mi ha suscitato il desiderio di non vederlo perduto per sempre. Così ho intrapreso l’arte dell’intarsio. Da quel vecchio noce ho creato numerose opere che lo rendono ancora vivo.
— Giovanni Giliberto
L’arte nasce spesso dal desiderio di salvare qualcosa dalla perdita. L’artista è colui che dice: questo non deve scomparire.
Una Comunità di Voci
Ciò che rende ARS Iblea un progetto culturale di straordinaria vitalità è la sua natura corale. Non artisti che si limitano a esporre insieme, ma una comunità che condivide valori, visioni e una profonda appartenenza al territorio. Come scrive la Presidente Antonella Galuppi, l’ARS Iblea è formata da uomini e donne che credono nei valori della cultura e dell’arte come strumenti di comunicazione e confronto — persone che hanno scelto di mettere la propria voce individuale al servizio di qualcosa di più grande.
Questo impegno è anche un atto civico: in un’epoca in cui la cultura del territorio rischia di venire omologata, questi artisti scelgono di radicarsi, di celebrare la bellezza iblea, di portarla al mondo — dalla provincia di Ragusa alle fiere d’arte di New York, Barcellona, Venezia. Trovare la propria voce non è un atto solitario: è sempre anche un atto di appartenenza. E ogni opera di ARS Iblea è insieme gesto personale e dono collettivo: alla Sicilia, all’Italia, al mondo.
Vi invitiamo a esplorare il profilo di ciascun artista qui su arsiblea.com: leggete le loro dichiarazioni, osservate le loro opere, lasciatevi trasportare dai mondi che hanno scelto di costruire. Ogni profilo è una porta aperta su una voce unica — e scoprirla è già, in qualche modo, partecipare all’atto creativo.














